Pende del melo all’ombra la sua cetra
mentre le luminose dita tra le corde
tessono dolci melodie incantate;
e come si diffondono quelle arcane note
lascia il gabbiano il mare per quei rami.

Ma a quale suono lei l’orecchio tende
quali sussurri ode dall’abisso,
echi da qualche sotterraneo mondo,
che porta il vento attraversando il mare?

Lei si abbandona al suo incanto: e quando
muove le labbra e in aria innalza il canto
quali creature dal profondo mare
s’affolleranno sulla scia spumante
da quegli arcani versi richiamate,
stregato il marinaio udrà il suo pianto
morendo a petto nudo sul suo scoglio?