Ora potremmo leggere andare insieme nei cari luoghi
(accettate vero l’intrusa che ha scontato
espiato l’ottusa?)
non più sole e improtette a Roma
sempre lì intente a rivisitare tra le rovine
spose-vedove di chi non c’è più vicino
con la croce stretta alle spalle
esposte a mille schegge
non più in questo barbaro paese
casa d’ira e urlate voci.
Di campo in campo potremmo andare
come per incanto
in pace e ormai salve
verso un’altra storia,
tra miti ragazze in cammino
di monte in monte fra i Cimini
non più ciascuna al suo sottile filo d’erba stretta
ingombre di inessenziali rabbie
ma stare in una radura senza più distanze
nel nostro spazio coltivato
dove scrivere in versi
la nostra storia la nostra vita
essere l’ultima specie umana
gentile e misurata.

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