Alejandra Pizarnik “Poesia completa”

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Alejandra Pizarnik “Poesia completa”

Il presente volume raccoglie l’opera poetica pubblicata in vita da Alejandra Pizarnik, le poesie postume riunite da Olga Orozco e da me, e pubblicate nel 1982 con il titolo Testi di Ombra e altre poesie dalla casa editrice Sudamericana di Buenos Aires, e altre poesie che sono rimaste inedite fino a oggi. Un altro volume raccoglierà la sua opera in prosa e un terzo i suoi diari [pubblicati rispettivamente nel 2002 e nel 2013, N.d.T].

In questa prima pubblicazione non si includono alcuni testi che invece figuravano nell’edizione di Testi di Ombra e altre poesie. La decisione di includere questo o quel testo in uno o in un altro volume non è altro che una maniera di leggere, sempre personale, soggettiva; a ogni modo, non risponde a criteri accademici. Mi sono lasciata guidare dal trattamento molto particolare del ritmo che Alejandra Pizarnik dava ai testi in prosa. D’altro canto, la quantità e l’importanza dei manoscritti inediti hanno reso necessario separarne alcuni (e passarli al volume di prosa) per poterne includere altri.

Tutte le cartelle e i quaderni, più i piccoli fogli con annotazioni o poesie, a macchina o a mano, furono conservati praticamente nello stesso ordine in cui si trovavano alla morte di Alejandra Pizarnik. Quest’ordine, quello delle cartelle o dei quaderni, è quello che ho cercato, nella maniera più scrupolosa possibile, di rispettare. Nelle note a piè di pagina, nella parte corrispondente a «Poesie non riunite in libri», indico i manoscritti o i quaderni dai quali procedono i testi. Alejandra Pizarnik era molto scrupolosa con le sue carte. Le sue schede di lavoro si sono rivelate di grande utilità, così come gli schedari in cui annotava le sue pubblicazioni nelle riviste, con date e luoghi. Quando ho riportato le date tra parentesi quadre è perché non figuravano nel manoscritto, però era possibile dedurle per la loro collocazione nella cartella o per il colore dell’inchiostro delle correzioni fatte a mano. Tutto questo materiale, come pure la sua corrispondenza, le scatoline e piccole buste nelle quali conservava parole o frasi raccolte da letture o conversazioni, i quaderni in cui annotava poesie o frammenti di altri autori, e che chiamava il suo «Palais du Vocabulaire», andranno ora a formare l’Archivio Alejandra Pizarnik, presso l’Università di Princeton, Stati Uniti, e potranno essere consultati dagli studiosi che magari un giorno vogliano pubblicare l’opera con apparato critico, studiando con attenzione ognuno dei manoscritti con le loro varianti e correzioni.

Questo volume non è definitivo, in senso accademico; è soltanto una compilazione, realizzata, questo sì, con lealtà verso Alejandra Pizarnik, e devozione alla sua opera, unica e irripetibile.

Ana Becciu

 

Notizia della curatrice del volume

Ana Becciu è nata a Buenos Aires. Laureata in Lettere all’Università della capitale argentina, completò i suoi studi a Barcellona e a Parigi. È poetessa e traduttrice letteraria. La visita y otros libros (Bruguera, Barcellona, 2008) riunisce i suoi quattro libri pubblicati fino a oggi. Ha tradotto, fra le altre, le opere di Djuna Barnes, Nathalie Sarraute, Tennesee Williams e Pascal Quignard. Nel 2008 fu insignita del “Premio della Traduzione Letteraria Ángel Crespo” per la sua traduzione in spagnolo del libro Lezioni di tenebre di Patrizia Runfola. Nel 1998 iniziò a curare l’edizione delle opere complete di Alejandra Pizarnik in spagnolo pubblicate in tre volumi – poesia, prosa e i diari – dalla casa editrice Penguin Random House (Lumen) di Barcellona tra il 1999 e il 2016. Ana Becciu vive in Francia dal 1976

 

Alejandra Pizarnik nacque a Buenos Aires nel 1936, in una famiglia di immigrati ebrei di origine russa e slovacca. Nel 1954 si iscrisse alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Buenos Aires ma non terminò i suoi studi. Avida lettrice già in giovanissima età, pubblicò il suo primo libro, intitolato La terra più estranea, nel 1955. A questo seguirono L’ultima innocenza, nel 1956, e Le avventure perdute, nel 1958. Tra il 1960 e il 1964 visse a Parigi, dove collaborò con diverse riviste e quotidiani. A quel periodo risale la sua amicizia con Julio Cortázar, André Pieyre de Mandiargues, Cristina Campo e Octavio Paz, che scrisse il prologo alla sua quarta raccolta di poesie intitolata Albero di Diana (1962). Nel 1964 tornò a Buenos Aires e pubblicò le sue opere più conosciute: I lavori e le notti (1965), Estrazione della pietra della follia (1968) e L’inferno musicale (1971). Nel 1954 Pizarnik iniziò a scrivere un diario che l’accompagnò fino agli ultimi giorni della sua vita. Nel 1972, all’età di trentasei anni, morì nella stessa città in cui era nata.

Traduzione di Roberta Buffi

28 gennaio 2018|