E le dame vestite di rosso per il mio dolore e con il mio dolore impiegate nel mio soffio, rannicchiate come feti di scorpioni nella parte più interna della mia nuca, le madri rossovestite che mi aspirano il solo calore che mi procuro con il mio cuore che a stento poté mai battere, a me che dovetti sempre imparare da sola a bere e mangiare e respirare e a me cui nessuno insegnò a piangere e cui nessuno insegnerà neppure le grandi dame che aderiscono alla faldella del mio respiro con bave rossicce e veli fluttuanti di sangue, il mio sangue, il mio solo, quello che io mi procacciai e adesso vengono a me ad abbeverarsi dopo aver ucciso il re che galleggia nel fiume e muove gli occhi e sorride ma è morto e quando qualcuno è morto, è morto per quanto possa sorridere e le grandi, le tragiche dame rossovestite hanno ucciso colui che è portato via dal fiume e io rimango ostaggio in perpetuo possesso.

 

traduzione di Roberta Buffi