Lorenzo Morandotti proviene dal giornalismo ed è emblematica la sua dichiarazione di poetica: La poesia è per me ragione e sentimento in egual misura”, e scarta di fatto, in egual misura, il lirico e l’antirico. Si potrebbe utilizzare per il poeta Morandotti una formula assai in voga negli ultimi anni, quasi abusata e trita, eppure in questo caso utile a definirlo: situazionismo. Ben diversa dall’occasione montalina la poesia situazionista è aderente al presente delle cose; in Morandotti c’è un’attesa rispetto alla rivelazione della parola, una sospensione del linguaggio: Quello che si sa perdutamente\ rotola veloce dalle scale\ in un gioco di emulsioni a specchio e ancora Ma prima di parlare\ c’è qualcosa\ che vede senza occhi:\ una fiala d’acqua,\ un corpo inesorabile \ che prende a pugni le sue sabbie.

 

Indifferenza delle creature

Nei giorni di pioggia le persone
vagano al rallentatore
si parlano attraverso l’acqua
in un mondo di sostanza elementare
dove dormono i sonni più profondi

Quello che si sa perdutamente
rotola veloce dalle scale
in un gioco di emulsioni a specchio