Nelle poesie di Lucia Triolo troviamo un impegno simile a quello di Maurizio Rossi ma in un’accezione più intimistica: La mia poetica prende corpo nello scarto che attraversa quest’opposizione volutamente artificiosa, violenta. I temi dell’appuntamento mancato con se stessi e della incessante recita di ruoli ne interiorizzano la sofferenza ma tendono anche a farsi interrogazione rabbiosa sul senso del tutto […]Cerco di dare  veste poetica a questa tensione ricorrendo all’elemento narrativo e fiabesco -le mie poesie raccontano spesso storie- e, insieme, all’esasperazione della componente metaforica[…]  e si divarica la sua dichiarazione di poetica nei versi: Qualcuno mi propose un tempo.\Ne chiesi due,\uno per me\ed uno per te.\Era in un tempo non mio\che volevo\spiare.

Stillicidio

Ho stipulato un contratto con
l’acquedotto di vita per la fornitura quotidiana
La mia non è la vostra morte
di chi sarà non so
Non ho voltato le spalle al giorno
nemmeno alla notte
Ho stanziato uno sbaraglio
per riavermi
una prepotenza d’unghie e denti
Non sei tu a mancarmi
è quell’atmosfera da tecnica virale
da stufa in calore
in cui mi avviluppavi
Come dimenticare le trappole d’essenza
l’essermi in te desiderata
l’averti in me concepito tante e tante volte
come un rubinetto gocciolante
irreparabilmente