Gialla oro 2018 – Martha Serpas “Come ce ne fosse uno soltanto”

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Gialla oro 2018 – Martha Serpas “Come ce ne fosse uno soltanto”

(…) La presenza di quel paesaggio dentro di te è superiore a qualunque sia la lingua che parli. È più forte della lingua che parli. Una montagna, una spiaggia, un albero è più forte di qualsiasi cosa tu scriva in quanto è cosa fisica, bella.

Così accade che venga istintivo ammirare quel paesaggio, che tu parli inglese o no. Un selvaggio avrebbe lo stesso istinto, chiunque…

Ciò che dona autenticità al linguaggio è questo: tu hai intorno la bellezza del paesaggio, essa è là. Non puoi avvilirla o criticarla e non c’è un’estetica particolare che vi faccia riferimento. E in ragione del fatto che hai quel paesaggio intorno a te, e in ragione del fatto che stai imparando o praticando la lingua come forma d’arte all’interno di quel paesaggio, la lingua stessa è destinata a uscirne rinnovata, diversa, come minimo interessante (…).

Dereck Walcott

One, all caked dust and oyster shells, past
The house of a boy who set off a shot-

Gun under his head, so that his tongue,
I’m sure, was the first to go, a collage
Of rote recitals, blunders, and dreams.

Echoes endure, chalky dust quiets,
Almost settles, like this passenger cage,
Razed to a mound of glinting red powder.

*

giù per una strada paludosa. E questa strada è
lunga, guarnita di polvere incrostata e gusci d’ostrica,
passa accanto alla casa di un ragazzo che si piazzò

un fucile sotto il mento, così che, ne sono sicura,
la sua lingua fosse la prima a scomparire, un collage
di recital imparati a pappagallo, abbagli, sogni.

 

Martha Serpas è l’autrice di tre libri di poesia, Côte Blanche (New Issues), The Dirty Side of the Storm (Norton) e The Diener (LSU). Sue poesie sono apparse sul New Yorker, The Nation, Southwest Review. È già stata pubblicata in importanti antologie di poesia contemporanea Americana come Library of America’s American Religious Poem, e The Art of Sonnet.

È nativa della Louisiana del Sud e da anni è impegnata in una missione di sensibilizzazione dell’opinione pubblica nazionale e internazionale riguardo all’inadeguatezza delle misure di controllo e contenimento dell’avanzamento delle acque nell’entroterra. Sempre all’interno di questa sua campagna è stata coautrice del documentario “Veins in the Gulf” che mette a tema proprio la graduale e inesorabile sparizione del territorio costiero in Louisiana.

Dal 2006 lavora come cappellana al Tampa General Hospital. Insegna inoltre scrittura creativa all’Università di Houston.

30 Lug 2018|