Marga Clark – Amara Luce

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Marga Clark – Amara Luce

dalla nota dell’autrice
Le fotografie, il diario che lasciò mia zia Marga –scritto soltanto due giorni prima della sua morte– , le tre lettere di addio a Zenobia Camprubí, a sua madre e a sua sorella, con la lettera di addio che lasciò mio zio Enrique, scritte ugualmente prima di morire, sono i documenti testimoniali di questo romanzo. E infine vorrei ricordare che finzione e realtà procedono tenendosi per mano con armonia mentre attraversano questa storia di famiglia. 
Questo romanzo –scritto già dagli ultimi decenni nella mia mente– tenta di riscattare la memoria di questa geniale artista e donna amorevole che per quasi settant’anni è rimasta nascosta in un rovinoso silenzio. Ma la figura di mia zia Marga che vi presento in questo libro è quella che a poco a poco divenne inevitabilmente una sorta di voce interiore per mezzo della quale parlavo spesso quando ero bambina, quella che accompagnava la mia solitudine e alimentava il mio spirito, e quella che serbai celata nel mio mondo immaginario finché il suo nome venne alla luce. Marga Gil Roësset è il personaggio più vero della mia storia, perché proviene direttamente dalla più profonda delle mie conoscenze: l’intuizione.

Esistono parenti del passato, non troppo distante, i quali, poiché sono stati immaginati e in nessun momento veramente conosciuti, man-tengono un alone di mistero e restano intatti e inalterabili nella soffitta della memoria. Sono proprio questi i personaggi più veri. Mia zia Marga Gil Roësset è uno di questi personaggi che, per la sua tragica scomparsa e la sua inspiegabile e ingiusta condanna all’oblìo, è rimasta più fedele nel mio ricordo.

 

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14 Set 2018|