Telepatia

Telepatia

Nota di Alessandro Canzian

Telepatia si compone di diciannove poemetti di quattro testi l’uno (le eccezioni confermano la regola) che in qualche modo non vogliono dire nulla di nuovo, che non si allontanano da una quotidianità assolutamente condivisibile, dove le tematiche identificabili sono l’io di tutti i giorni, la famiglia, l’amore, la fine della civiltà contadina, il dolore, gli altri. Perchè in effetti la poesia quand’è vera non necessità di costruzioni o sovrastrutture in quanto si trova già nelle pieghe dei momenti che si susseguono e formano il tempo. Una telefonata, un albergo, un viaggio, lo stare all’ora di pranzo tuttinsiemeacasa. Non scopre nulla ma evidenzia. Ed in questo si inscrive un dettato fluido e scorrevole che ha nelle pause di riflessione la verticalità più intensa di Villalta (Perdere il dolore / a volte è perdere tutto […] Sa la speranza solo chi dispera […] Lo so che nascere fa male. Lo so che respirare / appena nati è tremendo. E appare naturale. / Come l’amore quando arriva e chiedi / un giorno ancora un giorno un giorno ancora).

L’autore sa bene che la poesia non è una conseguenza della vita ma un modo di esserci, non una necessità ma una consapevolezza. Ed è in tale consapevolezza che si ritrovano le due caratteristiche dominanti di Telepatia. La prima è l’attenzione al dolore, alla sua semplice e inevitabile esistenza che comporta un altrettanto inevitabile dovercisi rapportare, non giustificandolo ma convivendoci. A tratti convergendoci. Sia esso una mancanza tanto quanto una presenza (in Villalta sono spesso sinonimi sfumati). Una convivenza che porta a chiedersi chi si è, chi siamo, ma anche che cosa è l’amore, la solitudine (Va bene questa solitudine. / È la mia. Ho imparato, / e mi fa compagnia. […] Ricordo con poca tenerezza / quando mi ritenevo necessario. / E poi non più).

La seconda caratteristica di Telepatia è l’attenzione agli altri, alla loro esistenza che determina dell’io in un dato tempo e dato luogo. In questo si giustifica il titolo e la sua scelta ed è sempre l’autore ad avvertirci in nota: la poesia lo sapeva già: “Celeste è questa / corrispondenza d’amorosi sensi / celeste dote è negli umani…”, lo dice già Foscolo nei Sepolcri, facendo intendere a chi lo vuole che questa possibilità si forma nella vita, e perciò, purtroppo, che la “telepatia”, qualora unisca nella vita, è la stessa che tiene uniti nel lutto e nell’esperienza della morte degli altri. Ricordiamo un’altra cosa: con gli altri si forma il nostro sentire, ed è con altri che sentiamo in quel certo modo che poi diventerà il nostro modo di essere in un luogo, in una situazione, ecc. Altri che possono essere sconosciuti quanto amici, presenze vive o ricordate come ad esempio Amedeo Giacomini, Andrea Zanzotto, Fernando Bandini, la figlia stessa dell’autore. Altri che misurano giocoforza la propria individualità riproponendo le domande di cui sopra.

Discorso a parte andrebbe fatto per il concetto di viaggio che nel libro acquisisce un significato metaforico di una particolare quanto densa ampiezza. Un viaggio che si identifica con il vivendo ma anche con la riflessione, con lo scarto del pensiero e dell’osservazione (Ragiono dove un giorno uggioso può ancora portare, / un martedì qualunque / verso il monte guidando per andare un po’ via, / per stare un po’ via senza essere sempre io, […] e il buio ha ricordato, ha lasciato fare / alla memoria, per strada, tornante dopo / tornante, tornato), con lo spostamento fisico che si apre allo spazio quanto al tempo (Ama l’amaro, / ama la strada che ha portato fino a qui, / profumata come un sentiero, in salita / all’inizio, e che poi precipita giù nel futuro) riprendendo non di rado il concetto di paesaggio già ben esplorato nelle precedenti pubblicazioni ma che qui, ancor più di prima, diventa paesaggio umano.

Telepatia è un libro del dolore e del rapporto con gli altri che conferma la voce già ben nitida di Villalta nel panorama letterario contemporaneo. Un libro dell’esperienza che diventa dialogo nel raccontare ciò che c’è. Dove il dialogo è la vera e sostanziale componente poetica con uno stile che cerca l’incontro, la condivisione, la consonanza con se stessi e gli altri. Dove al lettore non è richiesto di stupirsi o emozionarsi ma di accorgersi della vita. La qual cosa, riuscitissima in Telepatia, è uno degli obiettivi più alti e caratterizzanti di ciò che chiamiamo Poesia.

__

Le sezioni in cui è suddiviso il volume:

L’invenzione di un passato / Tema: Natale / Dreiländereck 2012 / La maturità / Tra mi e ti – con Andrea Zanzotto, due anni dopo / Ingiunzioni e dilazioni / Se ricorderanno / Boschetto 38 / Una scatola da scarpe / Serate memorabili / Immagino, guardo, ragiono / Le madri cattoliche del Novecento / Nel regno della ruggine / Telepatia / La figlia che dice che è felice / I prati e l’invisibile / Una foto di me bambino trovata a casa di mia madre / Il secondo viaggio / Tempi d’istanti

15 Febbraio 2019|