Porto le nostre figlie
ai fiumi che tu amavi.
Camminiamo lungo la Bièvre
dove passavi intere notti
a pescare idee dall’acqua.
Penso a pelle d’argento,
invisibile nella corrente, ma
che separa freddo sangue brillante
dal fiume senza colore. Invisibile
come l’ossigeno che sigilla acqua e ghiaccio,
così che la linea tra fiume e cielo
non si rompe, l’idrogeno che si dispone
in una direzione, sotto le lame dei pattinatori.
Muovendosi più in fretta con ogni lenta falcata.
Niente scalda come il movimento,
la velocità nelle cosce.

Sono capace di trovarti soltanto
guardando più in profondo, che come l’amore
ci conduce al mondo.

Le mie mani ardono
continuamente.

foto: Sigmar Polke-A conflict hat has long been resolved