Ci piace pensare all’iPoet come ad un concorso atipico che unisce il confronto tra scritture libere alla necessità di un’officina della poesia. Di fatto non esiste un tema o delle restrizioni formali che possano suggerire l’ingombro di una redazione desiderosa di operare in un contesto deciso a tavolino. Con la stessa libertà d’azione opera il gruppo di persone che legge i testi e dei poeti che li scrivono. Per questo 2019 l’Officina iPoet ha pensato di proporvi il lunario in versi sotto forma di rivista, in una veste che ammicchi alla vivacità estetica e che sia il più possibile a disposizione di chi la voglia leggere. Nanni Balestrini nel definire il Gruppo 63’ disse che era un movimento spontaneo suscitato da una vivace insofferenza per lo stato allora dominante delle cose letterarie: opere magari anche decorose ma per lo più prive di vitalità.  Speculare sullo stato di salute della letteratura contemporanea non è compito di una casa editrice, preferiamo, come suggerisce l’etimo latino del termine “officina” (dall’unione delle radici di opus -opera-, e facere -fare-), operare direttamente sul campo, osservare cosa genera la libertà d’azione di chi scrive e di chi pubblica.

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La rivista è composta come segue:

Indice

Editoriale………………………….pag.3

Giuseppe Airaghi……………… pag.10

Francesco Balasso…………….. pag.18

Matteo Galluzzo……………….. pag.24

Alessandro Lanucara…………. pag.28

Valerio Mollica………………….. pag.36

Claudio Pagelli…………………… pag.41

Letizia Polini……………………… pag.47

Grazia Procino………………….. pag.53

Ersilia Riccitelli…………………. pag.60

Sipontina Debora Rinaldi…. pag.67

Rita Stanzione………………….. pag.74

Camilla Ziglia…………………… pag.80