Ti lascio i miei volti
rubati in stazione
Tutto l’umano che conosco
e possiedo
sta lì

Se impari ad amarmi
è perché ami loro
Se imparo ad amarti
è perché ho amato in loro
la trascuratezza
che il mondo riserva
nel rincorrere
i treni
in quelle mattine
uguali alle sere
buie e fiacche

Hai mai visto qualcuno dormire
su un treno? – Sì che l’hai visto –
Ma il chiacchiericcio dei suoi pensieri,
il peso dei sogni interrotti
(dalle sveglie, nelle fermate…)?

Questo ho scoperto nei volti
dispersi e ammassati
tra le banchine e i sottopassi
in cui usuro le cicche

E questo ti lascio
mentre ti stringo se ti sento
annegare
mentre mi stringi e mi scopri
sfiorire
nella coltre dei giorni

 

Mariapia L. Crisafulli (Messina, 1996) vive a S. Teresa di Riva, nel messinese.

Ha pubblicato due raccolte di poesie: Un’altra notte d’emozioni (Kimerik, 2012), Come un’Odissea. Appunti di viaggio (Macabor, 2019), opera, ancora inedita, seconda classificata al «Premio Casinò di Sanremo A. Semeria» 2018. E un libro di racconti: Odòs. Storie di Strade (Cavinato, 2017).

Suoi testi e contributi sono stati ospitati, tra gli altri, su «Repubblica», «Libreriamo», «Poesia del nostro tempo», «InStoria»; nelle antologie Il segreto delle fragole (Lietocolle), Bellezza senza vanità. Poesie d’amore per gli animali e Secolo Donna 2018 – Almanacco di poesia italiana (Macabor).

Si occupa di critica letteraria, collaborando a vari progetti editoriali della Macabor (tra cui Sud I Poeti, opera in volumi). Scrive per il bimestrale di poesia Il sarto di Ulm