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La tomba di Edgar Allan Poe di Stéphane Mallarmé

Cosa in lui stesso alfine l'eternità potrà mutare il poeta suscita con una spada nuda il terrore del suo secolo che non ha conosciuto che la morte ha trionfato in quella voce estranea! Essi, come un vile sfogo d'idra che almeno una volta ha udito l'angelo, danno un senso più puro alle parole della tribù, gridano a quella stregoneria bevuta [...]

8 maggio 2018|

Asserzione di Patrizia Santi

Un solo rovescio che supporta. L’imbuto è nero da ogni lato. Affini antagonismi ribattono. La breve verifica nella lamina del giorno deportato da pianeti in torsione porta la certezza di questo tempo infranto, ancora gocciolante di sorde passioni. Il prezzo pagato, immeritato. Possiedo talento, nella solitudine. Julian Hicks-Reaching out

5 maggio 2018|

Seconda elegia di Rainer Maria Rilke

Gli amanti potrebbero, se sapessero come, nell'aria della notte dire meraviglie. Perché pare che tutto ci voglia nascondere. Vedi, gli alberi sono, le case che abitiamo reggono. Noi soli passiamo via da tutto, aria che si cambia. E tutto cospira a tacere di noi, un po' come si tace un'onta, forse, un po' come si tace una speranza ineffabile. Amanti, [...]

4 maggio 2018|

brandello che uno bacia – Hugo Mujica

brandello che uno bacia e lo rende tutto fa così male il sognare che a volte si spezza, a volte si schiude in vita

7 marzo 2018|

funambolo zoppo – Hugo Mujica

funambolo zoppo sulla corda dell’urlo nudo come afferrato a nulla o piagato come non afferrato a tutto -brace bianca le ossa dell’uomo-

6 marzo 2018|

come un cieco che chiama luce – Hugo Mujica

come un cieco che chiama luce il tuono il mio dire ciò che nomina il silenzio

5 marzo 2018|

Due canali, ha il respiro – Daniele Pietrini

Due canali, ha il respiro: uno per il sonno da soli, l’altro per quello in compagnia. Non riconosciuto tumulto dietro al viso, doppia via all’estasi. Colmarsi di azzurro, da soli o no: dormendo così, apri la terra, immetti fulgore nel mondo – sei un pieno dinanzi a un vuoto. Ore emesse da te, andirivieni in petto.

16 febbraio 2018|

Semina, attesa, raccolta – Daniele Pietrini

Semina, attesa, raccolta: creano istanti. Senza alcun contorno: l’evento tutto nelle mani, i piedi. Sopra il carro stipato di chicchi – oppure il trattore, remoto. Ogni giallo dà il tempo: il cielo più in là, campi estesi. Poi un tavolo lungo, la famiglia allargata, contadini e cani innumerevoli. Noi e gli Etruschi – scambiati di posto.

13 febbraio 2018|

La strettoia dell’uomo – Daniele Petrini

La strettoia dell’uomo non assorbe tutto il paesaggio. Ne ricava un album musicale, libro o film, cose che stanno in una mano. Stupiti da un panorama, ci rigiriamo nel corpo. Il reale: a destra o a sinistra? Contrappeso: pensieri, emozioni intenzionali. Discriminante, lo sfondo dei campi  

12 febbraio 2018|

Chiese di Tuscania – Daniele Pietrini

Chiese di Tuscania: la fronte replica. Margine ora azzurro, ora rosso – forza. Parlo di ciò che è sempre con me. Vetustà quasi etrusca: rara, però; lontana. Altre costellazioni irradiano il casale: festini elettorali, gli orti dello zio, esplorazioni di colli e ulivi. Benevolo, un occhio intreccia destini. Frutti giocondi: li ritrovo a tavola.

11 febbraio 2018|