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Exegi monumentum: sulla poesia di Juana Bignozzi. Lettura di Franca Alaimo

indexNessuna poesia di Juana Bignozzi mi sembra più sorprendente e significativa di “Quiero descansar de tanto amor” ( in Da si alguien tiene que ser después, 2010) per delineare quel “fantasma intimo e segreto” che la scrittrice argentina ha assecondato ed alimentato per tutta la vita, facendo di se stessa, viva, un mito di resistenza e di coerenza ideologica, al fine di aderire il più possibile alle aspettative degli uomini più importanti della sua vita, il padre ed il marito, e a quelle dei suoi lettori che, pure durante l’esilio in terra di Spagna, anche molto tempo dopo il fallimento del programma della sinistra argentina, continuarono a vedere in lei la testimone di un’epoca e di un’ideologia.

17 Febbraio 2016|

La Parola Emotiva

ImmagineLietoColle ritiene che Lectio (Poe)Ma–gistralis rappresenti il modo più serio ed efficace per investire nel potenziale della Casa (Editrice, ma anche luogo), uscendo dalle grandi e medie vetrine del mercato editoriale, entrando nelle preziose botteghe private della poesia. La traccia seguita nella presente stagione è costituita da La Parola Emotiva. L’emozione della parola viene osservata da punti di vista differenti e originali, nella complessità dei segmenti che compongono la costruzione di un’opera poetica, con il coinvolgimento in una sorta di “filiera” che va dall’idea autoriale fino alla divulgazione e promozione del libro compiuto. Leggi il programma per esteso qui qui  

6 Dicembre 2014|

Candelaria Romero: Salto mortale, LietoColle, 2014.

Candelaria Romero Salto mortale copertinapiattaNella scrittura di Candelaria Romero convergono le molte terre di un’instabile esistenza: immagini, paesaggi, ma soprattutto suoni che si affiancano, si escludono, si danno il cambio. La voce della Romero ricorda e nomina, scombina i fili che hanno intrecciato i suoi tempi e i suoi spazi al punto da costringere anche il lettore a ripetere il salto mortale da un continente all’altro, da una lingua all’altra, scegliendo come punto fermo quello stesso a cui la poeta ha dovuto aggrapparsi: il proprio corpo con il suo ciclo lunare, con il suo tempo alterno di fecondità e sterilità, il suo essere identità certa ovunque gli eventi della vita lo abbiano trapiantato come un seme trasportato dal vento. Il corpo che germoglia e fa frutto, ama e partorisce, ma che soprattutto è una scatola magica dove conservare tutto: sentimenti e ricordi. E quest’ultimi spesso così crudi che la parola poetica deve rinunciare al cerimoniale della vestizione dei fatti con la bellezza e si arrende alla nudità del dramma, al quale più s’addice il movimento ampio e più oggettivo della prosa piuttosto che il verso, come ne “i ricordi di Cicì”, in cui “i lividi del corpo”, “i buchi nella pelle bianca”, “i grumi rossastri” che induriscono la chioma, testimoniano la crudeltà di una tortura di “quaranta anni fa” ricordata nitidamente e finalmente divenuta testimonianza “davanti al giudice”.

4 Dicembre 2014|

Kamen’ 46

Copertina kamen' 46È stato pubblicato in questi giorni il quarantasettesimo numero (n. 46, Gennaio 2015), della rivista di poesia e filosofia Kamen’ con le sezioni di Filosofia, di Poesia e di Letteratura e Giornalismo. La sezione di Filosofia è dedicata a Charles Lalo, il grande studioso francese di Estetica. Dal volumne Esthétique du rire (1949) si pubblica il secondo capitolo: Le rire estétique comme jeu de dévaluation. Segue la postfazione di Sara Calderoni dal titolo L’estetica del riso di Charles Lalo.

29 Novembre 2014|

28-11-2015 Reading poetico di Stefania Baldissin

Stefania Baldissin Al mondo copertinaIn occasione della uscita in questi giorni di "Al mondo" (raccolta poetica Editore LietoColle), si terrà l'omonimo reading al Centro Culturale Leonardo da Vinci (sala conferenze al piano terra), venerdì p. v. 28 novembre ore 20.45. Il Patrocinio è di Biblioteca e Assessorato alla cultura del Comune di San Dona' di Piave. La lettura è di Anna Scomparin, attrice.La chitarra classica di Francesco Semenzato (musiche di Giuliani, Tarrega e Regondi).L'ingresso è gratuito. Scarica l'invito in pdf. [separator top="40" bottom="40" style="none"] Acquista il libro

26 Novembre 2014|

Negli abissi lucenti: leggendo Mnemosyne di Michele Montorfano

Michele Montorfano Mnemosine coppiattaMuoversi dalla storia è sempre difficile; quando questa è mondiale (o di pubblico dominio) ancor di più. Non resta allora che prenderla a spunto, per poi spersonalizzarla in un sistema assoluto e comune di segni, in un linguaggio delle nervature, fino ad immaginare ciò che forse Michele Montorfano ci suggerisce tra le righe: un poliglottismo della e nella morte, dove «la grafia è universale / mentre si scolano i corpi, / li si lasciano appesi ad asciugare» (XXVII).

17 Novembre 2014|

Giuseppina Rando. Essere Donna.Davanti alla tenda di Barbarah Guglielmana

Barbarah Guglielmana - DAVANTI ALLA TENDA Davanti alla tenda di Barbarah Guglielmana affascina e conquista per il tono evocativo-narrativo, per il taglio variamente esistenziale e personale e per quella composta eleganza che conferisce ai versi il segno distintivo di un sentire, di un pensare e uno scrivere misurati e meditati. Pensare e scrivere scaturiti dalla consapevolezza dell’essere donna, dalla sua presenza nel mondo la quale, scrive Flavio Ermini (in Il moto apparente del sole), «non è un’astrazione che rimanda a un contenuto che trascende, ma una carica concretissima di energia che si brucia e si consuma».

3 Novembre 2014|

Ezra Pound: due poesie

dal portale rai letteratura   Claudio Gorlier, professore di letteratura dei paesi di lingua inglese all’Università di Torino, introduce la lettura di due poesie di Ezra Pound (Halley, Idaho 1885 - Venezia 1972). La prima, Motivo, è un breve componimento, il cui impianto interno è costituito da una parte iniziale di descrizione di sensazioni naturali e una successiva, in cui si [...]

30 Ottobre 2014|

La ricerca dell’esperienza. Su “Tua e di tutti” di Tommaso Di Dio (Lietocolle, 2014)

Tommaso Di Dio tua e di tutti copertinapiatta2 Cominciare un’impresa significa gettarsi in un’azione che avrà un esito incerto; eppure, quasi sempre si ha la certezza che una conclusione ci sarà. L’impresa, quindi, si configura sempre come una scommessa, che presuppone la volontà forte di un soggetto disposto a fallire.

28 Ottobre 2014|
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