Gialla 2018 – La collana festeggia il quinto anno d’età.

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–    Con il sole delle giornate estive torna in libreria La Gialla, appuntamento fra i più attesi con la nuova scena poetica italiana che approda in libreria. E’ la collana fondata da pordenonelegge insieme a Lietocolle, impegnati entrambi nella valorizzazione delle voci emergenti della poesia: da martedì 24 luglio ecco l’uscita di 4 nuove pubblicazioni firmate da talenti della “meglio gioventù’” della poesia italiana, tutte disponibili anche in formato ebook sul sito www.pordenonelegge.it così come i precedenti volumi pubblicati.  «La Gialla ci sta dando grandi soddisfazioni – spiega Gian Mario Villalta direttore artistico di pordenonelegge e curatore della collana con Michelangelo Camelliti, Augusto Pivanti e Roberto Cescon – le sedici pubblicazioni finora editate nella Gialla hanno avuto grande attenzione dalla critica e hanno vinto importanti premi, inoltre hanno molto valorizzato alcuni talenti emergenti della poesia italiana dal 2014 ad oggi. E tutti i nuovi libri saranno presentati a pordenonelegge 2018, alla presenza degli autori». Info www.pordenonelegge.it, lietocolle.com

Sono versi più ‘sussurrati’ che urlati, quelli di Gian Maria Annovi, Bernardo de Luca, Laura Di Corcia ed Eleonora Rimolo: testimonianze raccolte nei volumi predisposti da Fondazione Pordenonelegge.it, sospese fra la ricerca poetica e l’uso sapiente della tecnica, spesso in chiave innovativa.  Ma andiamo a conoscere i quattro autori, partendo da Gian Maria Annovi e dal suo “Persona presente con passato imperfetto”: cartografia di un tempo che attende di diventare passato in via definitiva, tra veglia e testimonianza. La sequenza eterogenea dei testi raccolti in questo libro, che documenta vent’anni di ricerca poetica, ricorda che ci sfugge spesso la vita che vorremmo dire, per questo diventa inautentico il tempo di ogni scrittura fissata. Quello che ci presenta Annovi è il pieno di un vuoto, o il vuoto di un pieno: testimonianza di un percorso e veglia nell’attesa di un altro viaggio. Bernardo De Luca, con “Misura”, ci guida all’uso insistito del distico: d’altra parte l’opera si presenta con una significativa impalcatura di pensiero dietro le quinte dei versi, e tutta la silloge ha uno svolgersi uniforme, intorno a domande di rilievo. Con Laura Di Corcia procediamo “In tutte le direzioni”, un’opera che trae origine dall’inedito “Traduzioni e microsismi”, insignito del premio della critica al Premio Rimini/Parcopoesia 2017. Il lavoro che ha condotto a questa più matura e completa silloge è stato quello di tentare un’espansione dei temi originali con una scrittura tutt’altro che urlata e che sembra raccogliere i sussurri rimbalzati da ogni punto di osservazione dell’Io e dell’altro da sé, in una complessità di temi e tessiture che conferma la lunga gestazione degli intenti e delle scelte. Eleonora Rimolo, infine, presenta “La terra originale”, un volume scandito da fermezza di tessitura stilistica: la precisione dell’andare a capo, l’equilibrio finissimo delle soluzioni metrico-sintattiche. Ogni sequenza si risolve in un unico strutturatissimo movimento, la sensazione è che ogni incipit richieda una sua conclusione imminente, e che ogni conclusione imponga con altrettanta urgenza un nuovo inizio.

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