L'età d'oro del melodramma - Massimo Bocchiola

Cod. Art. 978-88-9382-189-6
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Macbeth
1847
musiche di Giuseppe Verdi
libretto di Francesco Maria Piave

La gran cosa

Le mani non ritornano pulite,
il sangue è sempre incollato alla lama,
fare giustizia è una magia ritrita
tolta dal gibus dell’illusionista:
foreste in marcia, puerpere senza vita
davanti alla semplicità del male.

E tutto questo destino, destino
che ci accompagna alla chiusa ben nota,
alla Gran Cosa? viene da domandarsi
a cosa serva, se il finale è scritto.

A meno che ridirlo con varianti
da virtuoso, come una cavatina –
la piccola candela che si spegne;
sarebbe morta prima o poi la regina;
l’idiota ha un’ora per sbraitare in scena;
la vita è un’ombra che cammina
– ne sciolga
la sostanza, ridando un po’ di onore
al coro dove insieme ci sgoliamo,
ci spolmoniamo che hanno ucciso il re
(quello buono, va da sé),
e all’unica romanza del tenore.


Massimo Bocchiola è nato e vive a Pavia. Traduttore dall’inglese di letteratura in prosa e in versi, è autore di tre libri di poesia: Al ballo della clinica (Marcos y Marcos, 1997), Le radici nell’aria (Guanda, 2004) e Mortalissima parte (Guanda, 2007). Ha pubblicato anche il poema in prosa Il treno dell’assedio (Il Saggiatore, 2014) e le raccolte di racconti Gli ultimi giorni di agosto (Il Saggiatore, 2018) e Stream-fermo immagine – Storie da film rivisti nella Rete (La Nave di Teseo, in progr. 2020) oltre al saggio-memoir Mai più come ti ho visto – Gli occhi del traduttore e il tempo (Einaudi, 2015).

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