Arancio una lattina - Alfonso Michele Lotito

Cod. Art. 978-88-7848-933-2
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Nota

Alfonso Lotito attinge ad una cultura millenaria costituente le nostre fondamenta, intersecando il greve della storia con il guizzo del metafisico. Si colloca nel bel mezzo dell’ancora esistente natura. Lì, fa balenare i pensieri ed annota, nella trasparenza della sua pagina, la leggerezza del concreto, che lui sa rendere tale in forza del suo mobilissimo punto di vista, che sa volare dove richiesto per tracciare subito la cronaca chiaroscura delle signi-ficazioni. La natura, che forse nasconde una sua generosità, gli è testimone e lui, simmetricamente, la sa testimoniare. Vi è una piccola letizia un poco sapienziale e domestica, affabile e luminosa. La verità, quando la si incon-tra, è sempre e solo nella semplicità. Ma dove Lotito colloca la sua esi-stenza, è sì nel naturale ma non tanto che non vi giunga l’estrema sollecita-zione sismica dell’incipiente vita metropolitana, accatastata e pandemica, forse limitrofa al Realismo Terminale. Come un indios che, anche in una ironica nudità tecnologica, pone a terra l’orecchio e diagnostica la lonta-nanza calamitante, Lotito si lascia raggiungere poeticamente da qualche so-naglio costituito dagli oggetti debordanti di colà. Questo genera una nota sopra il rigo, che contribuisce a rendere il lettore pienamente inserito nell’ouverture del terzo millennio. Ciò è forse la sintesi, mi pare, di questa felice plaquette: la tessitura colloquiante dell’uomo nella natura e no.
Guido Oldan
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