Baci ardenti di vita - AA.VV.

Cod. Art. 978-88-7848-197-8
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Mentre la barbarie della Pena di Morte, resta e si consuma in molti Stati cosiddetti civili del mondo contemporaneo, resta ancora forte la voglia di commozione e di verità, di pietà e umanesimo che allontani gli spettri culturali e le barbarie da Medioevo Mediatico, dai fondamentalismi e giustizialismi contemporanei.
I poeti contemporanei donano loro testi contro la Pena di Morte.

La condanna a morte

L'uomo non sa chi è e non sa ciò che fa. Come può dunque un uomo esercitare il diritto di vita e di morte di un suo simile? ma ciò che fa inorridire oggi non è l'assassinio, che sempre ha insanguinato la storia umana della violenza da Caino in poi. Ma la possibilità che un uomo venga ucciso senza che il suo assassino possa guardarlo negli occhi e assumersi la responsabilità del delitto. Si tratti di una burocrazia di Stato che esegue una sentenza, si tratti di un Capo di stato che dà ordine di bombardare una città, tutto avviene senza che il mandante e il boia si sentano colpevoli. Si capisce la passione, la gelosia, l'invidia, l'odio, la rapina anche se non si possono giustificare. Ma non si può tollerare né la mostruosità di una camera a gas, di una sedia elettrica, di una ghigliottina, di una fucilazione, né il massacro di guerra. Nelle carceri come nelle guerre di massa il datare di morte è anonimo, irresponsabile, coperto dalle ideologie sociali e politiche. La tecnologia ha anche questo di terribile: allontana l'uomo dall'uomo, e alla sua coscienza si sostituisce la burocrazia dei grandi mezzi. Come fece dire Chaplin a monsieur Verdoux che uccise per fame e per la famiglia: "In confronto ai Capi di Stato, ai Generali e all'Apparato della giustizia, io sono un dilettante. Il numero legalizza". Non siamo, dunque, solo contro la condanna a morte, ma contro la morte che invade le nostre coscienze e avvelena l'intero nostro modo di vivere.

Franco Loi
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