Come ce ne fosse uno soltanto - Martha Serpas

Cod. Art. 978-88-9382-094-3
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(…) La presenza di quel paesaggio dentro di te è superiore a qualunque sia la lingua che parli. È più forte della lingua che parli. Una montagna, una spiaggia, un albero è più forte di qualsiasi cosa tu scriva in quanto è cosa fisica, bella.

Così accade che venga istintivo ammirare quel paesaggio, che tu parli inglese o no. Un selvaggio avrebbe lo stesso istinto, chiunque…

Ciò che dona autenticità al linguaggio è questo: tu hai intorno la bellezza del paesaggio, essa è là. Non puoi avvilirla o criticarla e non c’è un’estetica particolare che vi faccia riferimento. E in ragione del fatto che hai quel paesaggio intorno a te, e in ragione del fatto che stai imparando o praticando la lingua come forma d’arte all’interno di quel paesaggio, la lingua stessa è destinata a uscirne rinnovata, diversa, come minimo interessante (…).

Dereck Walcott




Tattoo

She knows being chosen means to choose herself

and seals upon her breasts the Sacred Heart—

a thorn-bound garnet against open lilies,

a pink-and-white ink triptych on her chest.

Every shadow, a creed professed by lines

from votive needles to her deepest cells.

Her body gives life to art, reflects the fade

of dying flesh, and honors God’s design.

No second thoughts, she thinks that pain

is easily a choice we make ourselves,

as is admiring her canvas skin

as it ages. Affirmed with words spelled

on a defiant ribbon across her chest,

her blazón: Even the blackest sheep are blessed.

Tatuaggio

Lei sa che essere scelta significa scegliersi

e si marchia il Sacro Cuore sul seno -

un granato impigliato di spine contro gigli aperti,

un trittico di inchiostro rosa-bianco sul petto.

Ogni ombra, un credo professato in linee

da aghi votivi fin dentro alle cellule.

Il suo corpo incarna l’arte, riflette il dissolversi

della carne mortale, e onora il disegno di Dio.

Nessun ripensamento mentre ammira la tela della pelle

invecchiare, pensa come è facile che il dolore

sia una cosa che ci scegliamo da soli.

Il suo blasone è un nastro

di sfida che si è incisa da spalla a spalla sul petto:

Anche la pecora più nera è benedetta.




Notizia

Martha Serpas è l’autrice di tre libri di poesia, Côte Blanche (New Issues), The Dirty Side of the Storm (Norton) e The Diener (LSU). Sue poesie sono apparse sul New Yorker, The Nation, Southwest Review. È già stata pubblicata in importanti antologie di poesia contemporanea Americana come Library of America’s American Religious Poem, e The Art of Sonnet.

È nativa della Louisiana del Sud e da anni è impegnata in una missione di sensibilizzazione dell’opinione pubblica nazionale e internazionale riguardo all’inadeguatezza delle misure di controllo e contenimento dell’avanzamento delle acque nell’entroterra. Sempre all’interno di questa sua campagna è stata coautrice del documentario “Veins in the Gulf” che mette a tema proprio la graduale e inesorabile sparizione del territorio costiero in Louisiana.

Dal 2006 lavora come cappellana al Tampa General Hospital. Insegna inoltre scrittura creativa all’Università di Houston.

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