Erotica - Maria Grazia Lenisa

Cod. Art. 978-88-7848-970-7
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La luce sul primo foglio di Maria Grazia Lenisa

È inutile chiederselo come quando ci si innamora: si scrive poesia e basta, senza vergogna, anche se ciò sembra enorme e fuori luogo agli altri come i ragazzi che si baciano ad ogni angolo davanti a chi non ha tempo di fare l’amore. … Se il mio infortunio di purezza interes­serà i critici, sia in bene che in male, troveranno ad ascoltarli una donna serena, nella necessità del distacco e dell’ironia, avendo in fretta coperto nervi, mani e mente, perché poeti si è quel momento,e nudi, e la poesia è un dono come la fede; il resto è lodevole ricerca, per usare un termine caro a tutti quei lavoratori della parola che in essa calarono sonde preziose a rilevarne la molteplicità e mobilità.

Penso anche che il recupero di un immaginario erotico femminile, in poesia, non possa avvenire che fuori dai traumi sentimentali, dai gio­chi della vita e dai suoi trabocchetti, nella dimensione dell’essere più che del bene. E la mia misura non ha niente di morale e niente di tragico, non si rileva nella seriosità-adeguatezza di un discorso che pretenda di ridirne il senso (L. Irigary) sta sia nei confronti dell’uomo, sia senza l’uomo. Rimane, infine, il tentativo umile di realizzare la profezia di Rimbaud, toccando la veste della poesia, fino a scioglierla.

da Care Donne, Quinta generazione n.67/68.

Dispensa mensile di poesia Gennaio/Febbraio 1980





La luce sul secondo foglio

… la mia poesia è naturalmente confluita nel Realismo lirico e che in essa Aldo Capasso trovava ancor più conferma della validità della sua concezione. Il Realismo lirico mi pareva, allora, aderente al mio modo di sentire la vita e la poesia, diffidente delle estetiche a priori dei filosofi, vicina ai canoni del Sublime, innamorata com’ero di Saffo e dei lirici greci. Del resto Aldo Capasso dichiarava il Realismo lirico una non estetica, considerando negativo ogni aprioritismo, contrappo­nendosi energicamente (si veda Arte e Sentimento, Editoriale Kursaal, 1953, Firenze) al crocianesimo e alla poetica ermetica. Uno dei prin­cipali obbiettivi del movimento era la liquidazione dell’ermetismo e dei suoi giochi intellettuali.

dall’intervista a Giorgio Barberi Squarotti, in Quinta Generazione

Trimestrale di Poesia Nuova SerieAprile/Giugno 1992

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