Fidati dei tuoi occhi - Kersti Merilaas

Cod. Art. 978-88-7848-935-6
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Traduzione dall’estone di Mailis Põld




Nota del traduttore

Kersti Merilaas è una delle voci più suggestive della poesia estone del Novecento. Esordì alla fine degli anni trenta con la raccolta “Maanteetuuled” (I venti della grande strada) e da allora è entrata a far parte del ristretto numero dei più brillanti esponenti della poesia lirica. Con il trascorrere del tempo i suoi mezzi espressivi e formali, come ubbidendo ad una logica naturale, variarono nei toni e nelle sfumature ma l’essenza di quel poetare rimase sempre fedele a se stesso, inconfondibile, straordinariamente ricco di umanità, improntato ad un sorriso serio, commosso in un dolore silenzioso. La parabola creativa di Merilaas conobbe il tempo del silenzio, mai quello della decadenza. La sua ultima raccolta “Antud ja Võetud“ (Dato e Preso) che qui è rappresentata da una quindicina di liriche, costituì certo uno dei momenti più intensi del suo percorso creativo.
L’amore e l’amicizia, la casa e la patria, la bellezza e la forza della natura, il legame con essa e il rispetto delle sue leggi, la dignità dell’uomo, la sorte di ogni singola persona nella tempesta delle mutevoli vicende del destino e della storia: sono questi i temi che le stanno più a cuore.
La poesia di Merilaas pur fortemente radicata nella sua terra natia si innalza verso un cielo che ci appare familiare: il fulcro espressivo dei versi infatti nasce sempre dall’esperienza umana, concreta della poetessa. E non bisogna neppure dimenticare che questa poesia sorge in un’area geografica che per molti decenni fu isolata e chiusa dentro i muri divisori delle ideologie. Eppure quella condizione forzata non fu sufficiente a determinare accettazioni passive o rinunce. Merilaas superò tutti i vincoli esterni in virtù della sua grandezza d’animo, della sua disposizione mentale fiduciosa, con l’aiuto di uno sguardo saggio e penetrante. Davanti ai suoi occhi il tempo e lo spazio si aprono in profondità.
In alcune sue liriche che talvolta somigliano a piccoli racconti in versi o a “quadretti con situazione”, spesso riemergono i ricordi e risorgono così anche i propri cari defunti, sempre descritti e precisamente delineati nelle loro vive fattezze.
Sono proprio i ricordi che, nelle loro visite fugaci, hanno la forza e il dono di trasformarsi in una sorta di urgenza creativa. E allora negli occhi della poetessa, coraggiosi nel guardare e nel riconoscere le cose del mondo nel loro vero volto, s’illumina lo sguardo di una bambina. Il tono di voce di Merilaas, dotata di grande delicatezza di sentimenti, non supera mai il dia-pason naturale del colloquio.
Con lei si è forse chiuso un certo modo di poetare, di intendere la poesia come un atto assoluto di fiducia totale, senza dover mai ricorrere ai nascondimenti, ai giochi manieristici o ad accenti troppo intellettualizzanti.
Mailis Põld




Notizia
Kersti Merilaas (Narva, 7 dicembre 1913 - Tallinn, 8 marzo 1986), nata nella città estone vicina al confine con la Russia, trascorse i suoi primi anni a San Pietroburgo. Continuò la sua infanzia nei dintorni di Väike-Maarja, in quella che, nel contesto rurale dell’Estonia del primo Novecento, doveva essere una sorta di masseria. Studiò a Väike-Maarja, Tapa e Rakvere per poi legare la sua vita, a partire dalla seconda metà degli anni trenta, alla città di Tartu, storica sede universitaria.
Esordì nel 1938 con la raccolta Maanteetuuled (I venti della grande strada) dove si rivelò immediatamente il suo talento poetico e la sua grande maestria formale. Seguirono Rannapääsuke (La rondine riparia) del 1963, raccolta tradotta in russo e pubblicata a Mosca, Kevadised koplid (I pascoli primaverili) del 1966, Kuukressid (I fiori di Lunaria) del 1969 e infine, tradotta anch’essa in russo, Antud ja Võetud (Dato e Preso) del 1981 e con una ristampa nel 1985.

Scrisse molte poesie e racconti in versi per i bambini. Alcune delle sue liriche furono musicate e fanno parte del repertorio d’oro della musica coristica. Compose racconti in prosa e opere teatrali. Curò il lascito letterario del marito August Sang, raffinato poeta anch’egli. Fu attiva anche nel campo della critica letteraria e della traduzione. Tra gli autori tradotti da lei in estone troviamo Johann Wolfgang Goethe, Georg Christoph Lichtenberg, Günter Eich, Bertolt Brecht, Georg Maurer. Le opere scelte – Valitud teosed – in due volumi furono pubblicate postume, quasi subito dopo la morte.

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