Guardando per terra - AA.VV.

Cod. Art. 978-88-7848-664-5
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Chi guarda per terra può voler sottrarre lo sguardo ad altri oppure scrutare là dove lo sguardo di altri non arriva facilmente. La seconda delle due ipotesi interpretative vale senz’altro per il volume Guardando per terra. Voci della poesia contemporanea in dialetto (LietoColle 2011).
Nove autori – Ivan Crico, Anna Maria Farabbi, Renzo Favaron, Fabio Franzin, Francesco Gabellini, Vincenzo Mastropirro, Maurizio Noris, Alfredo Panetta, Edoardo Zuccato – hanno contribuito, ciascuno con una scelta nutrita di poesie, a un’antologia consistente e significativa per la pluralità e per l’originalità delle voci.
Nella bella introduzione, Piero Marelli, autore a sua volta di numerose raccolte di poesia in dialetto brianzolo e traduttore di poeti provenzali, di Rilke e di Majakowskij, affronta con argomentazioni lucidissime e convincenti l’annosa questione della dignità della poesia dialettale. Ne ricostruisce la storia della ricezione e avanza un’ipotesi:
«Poi, un’altra questione importante si apre, con molte probabilità di essere la più intrigante e problematica: non sarà per caso la poesia in dialetto di questi ultimi trenta - quarant’anni quel “passaggio” necessario, quella messa in opera di un modo lirico diverso, che potrebbe portare la poesia italiana fuori da un modo di fare (detto con tutta la sincerità possibile), che né le avanguardie storiche né le neoavanguardie sono state in grado di attuare? E lasciandola come domanda, si tratta forse dell’avanguardia non richiesta e non riconosciuta, ma in qualche modo ormai irrinunciabile?»
Attraverso il varco aperto da queste domande, alla luce, soprattutto, di quella più “intrigante e problematica”, vale a dire se questa “avanguardia non richiesta e non riconosciuta” sia “ormai irrinunciabile”, vanno letti e ascoltati non solo i versi, ma anche i testi introduttivi dei nove poeti e ai nove poeti. Sì, perché il volume contiene, per ciascuno di essi, un testo che porta sempre lo stesso titolo, Il mio dialetto, poetica e, insieme, professione di fede, dichiarazione d’amore e d’intenti, declinazione possibile della lingua d’espressione (del cuore, del pane, dei passi, della mente); a ogni testo introduttivo dei poeti si affianca, controcanto e commento critico, la presentazione della voce poetica dialettale ad opera di un’altra voce: Gian Mario Villalta per Ivan Crico, Francesco Roat per Anna Maria Farabbi, Anna Toscano per Renzo Favaron, Salvatore Ritrovato per Fabio Franzin, Gianfranco Lauretano per Francesco Ghibellini, Pasuale Vitagliano per Vincenzo Mastropirro, Fernando Grignola per Maurizio Noris, Gabriella Fantato per Alfredo Panetta, Massimo Migliorati per Edoardo Zuccato.
Non un discorso a parte, bensì il ruolo di formidabile completamente sonoro merita il lavoro curato da Vincenzo Mastropirro nel CD audio che accompagna il volume. Le musiche originali di Vincenzo Mastropirro, “Improvvisi per dieci voci” si fondono prodigiosamente con le dieci voci, i testi dei nove poeti e di Assunta Finiguerra, alla quale è dedicato l’intero volume. A interpretare le musiche intervengono i flauti di Vincenzo Mastropirro, il contrabbasso di Camillo Pace, il clarinetto/sax di Giambattista Ciliberti, la chitarra di Antonino Maddonni.

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