La ballata del carcere di Reading - Pina Spelta

Cod. Art. 978-88-7848-878-6
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Prefazione

Se c’è un uomo nato con la camicia o, come dicono gli Inglesi, “with a silver spoon in his mouth” è proprio Oscar Wilde (1854 - 1900): genitori ragguardevoli, anzi decisamente famosi e non soltanto a Dublino, ambiente culturale elevato, memoria e fantasia stupefacenti, un percorso glorioso attraverso gli studi, conclusi a Oxford con onore. In più una personalità gradevole e brillante, una conversazione che corre tra battute di spirito inesauribili: qualcuno la definisce “like the play of a sunlit fountain”. Perfino G.B.Shaw, suo conterraneo e coetaneo, così diverso, chiuso, complesso e verso di lui ostile, riconosce il fascino della sua conversazione.
O.W. lascia Oxford per Londra con una raccolta di poesie in tasca, la quale verrà pubblicata solo a spese del padre, e preceduto dalla fama di un giovane di eccellente cultura. E non fa nulla per passare inosservato: è sempre ben visibile alla luce della ribalta mondana; tiene conferenze sull’Estetismo, vale a dire su di sé, ha uno stile esclusivo di vestire, viene messo alla berlina, ma a lui non dispiace.
Finalmente si guadagna giusta fama e popolarità con la sua produzione teatrale; scrivere commedie per divertire e per divertirsi gli torna spontaneo; non fa che riprodurre la sua abituale conversa-zione. A volte riesce anche a suscitare, oltre alle risate, qualche considerazione quasi profonda in quel pubblico, in quella società, a cui lui stesso appartiene e che si diverte a delineare con occhio critico e il crivello dell’umorismo.
Il significativo romanzo The Picture of Dorian Gray, anche se discusso e spesso incompreso, si aggiunge ai suoi meriti, ma soprattutto al suo mito: per O.W., come per Byron, la vita è la sua vera opera d’arte e l’autore viene identificato con il suo eroe.
Come a Byron, anche a O.W. la società può perdonare tutto, tranne l’immoralità dichiarata e lo scandalo. A partire dal 1893 la sua vita privata presta il fianco alla disapprovazione della società vittoriana, essenzialmente rigida e moralista: conosce Lord Alfred Douglas; di lui apprezza la bellezza e la gioventù, che più non possiede. Perde il tempo e il denaro su questo ragazzo indolente e capriccioso e alla fine viene trascinato allo scandalo pubblico dell’omosessualità.
Davvero amore omosessuale? Forse solo un esperimento in un “terrain inconnu” della passione o il fascino dell’abisso sulla scia di Paul Verlaine.
Nel 1895 cita per diffamazione il Marchese di Queensberry, padre di Douglas; perduta la causa, prende il posto sul banco degli accusati e finisce condannato a due anni di lavori forzati da passare nel Carcere di Reading.
Frutti letterari di questa terribile esperienza sono: De Profundis, una sorta di diario in prosa, e la fatica poetica della Ballata. Se nel De Profundis non fa che piangere su se stesso senza umiltà e senza contrizione, nella Ballata riesce a sostituire il suo onnipresente IO con il più ampio NOI. Non si può negare che quello che vede e che patisce lo sveglino dalla sua dorata sonnolenza di uomo fortunato per scaraventarlo in uno scenario di sofferenza del tutto inimmaginabile: finalmente la sua “season of sorrow”!
Non rimane passivo, anzi scrive lettere ai giornali, grida per-ché questo inferno per vivi venga conosciuto e mitigato. Alle fatiche giornaliere dei “lavori forzati” si aggiungono sporcizia, mancanza di nutrimento decente e proibizione di parola: per i prigionieri vige la proibizione assoluta di parlare e a nessuno il sollievo reciproco della parola. Solo condanne dure, spietate: “Ha ucciso e deve morire”! Anche la morte che può, gentile, concludere tutti i mali, si fa ributtante degradazione.
Sull’intero racconto della disavventura, che del tutto distrugge l’artista insieme con l’uomo, aleggia l’umana pietà del poeta che, profondamente commosso, commuove.




Notizia

Pina Spelta, laureatasi brillantemente in Lettere e conclusi gli studi musicali (violino), passa a coltivare la letteratura inglese con numerose pubblicazioni, per lo più traduzioni, presentazioni e commenti di classici inglesi e americani, accanto ad una lunga e soddisfacente carriera scolastica.
Ritiratasi dalla rigida attività quotidiana, vive il suo felice otium, punteggiato dalla sua incessante produzione poetica.
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