La decenza comune - Alberto Cellotto

Cod. Art. 978-88-9382-172-8
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La nebbia ha un posto di rilievo quando parliamo e tacciamo.
La vita, la vita. Sempre quella che a nominarla sparisce
la fretta di combinare qualcosa o essere il disastro per le stelle.
Preparati per un richiamo, ridicoli alla fine com’è giusto
che sia, non sia mai che usciamo scalzi dalla tana.


Applausi, applausi in ombre sventrate all’uscita, inchini
di solito si fanno senza danno per cose e persone.
E le età, già si contano in un buco dell’aria, senza essere
interessanti mai, né da vecchi o giovani. E così la stasi è
guardarsi intorno e svisare per sempre i ricordi e l’ambizione.


Alberto Cellotto è nato a Treviso nel 1978.Ha pubblicato i libri di poesia Vicine scadenze (Zona, 2004, prefazione di Antonio Turolo, Premio APS di Pordenonelegge 2004), Grave (Zona, 2008, prefazione di Fabio Franzin), Pertiche (La Vita Felice, 2012, prefazione di Gian Mario Villalta), Traviso (Prufrock spa, 2014, menzione di merito Premio Achille Marazza 2015), la plaquette illustrata da Nicolò Pellizzon I piani eterni (La collana Isola, 2014), il libro autoprodotto in 40 esemplari Pechino (2019) e Non essere (Vydia, 2019, prefazione di Maria Anna Mariani).Ha tradotto Duluth di Gore Vidal (Fazi, 2007), Canzoni per la scomparsa di Stewart O’Nan (Fazi, 2011), Una speculazione sul grano di Frank Norris (Amos Edizioni, 2012) e alcune poesie di Matthew Sweeney su “Testo a fronte 53” (Marcos y Marcos, 2016).La sua prima opera narrativa è il libro epistolare Abbiamo fatto una gran perdita (Oèdipus, 2018).

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