La sposa barocca. Sette saggi su Claudia Ruggeri - AA.VV.

Cod. Art. 978-88-7848-544-0
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Questo non è un epitaffio

Non come il magistrato che pronunci l'imperscrutabile verdetto sull'imputato, del quale era amico, resta chi fa questa prefazione.
Eppure, noi non neghiamo una certa difficoltà, come chi cammini sul filo che apre ad un abisso di dolore; eppure non neghiamo che sia arduo bilanciare il passo di scrittura che oscilla tra due metà: sul buco nero e irrisarcibile di un'assenza dolorosa, che il tempo ha scontato in parte, e sulla consapevolezza radiosa che ciò che è passato non invano ritorna, o forse resta sempre.

Ma questo non è il luogo dell'epitaffio definitivo o risarcente.
Questo è lo spazio letterario dove sette autori iniziano una digressione critica (finalmente!) sul lavoro della scrittrice, laddove finora l'Accademia all'acqua di rose (pugliese almeno) ha taciuto.

Questo saggio a più voci è il luogo in cui prendere le distanze dall'accademismo manierato, moderato, così come dalla logica provinciale della retorica del commiato.
Ma il nostro più vivo auspicio è che con questo lavoro, o da questo in poi, si inizi a considerare il livello poematico del lavoro di Claudia Ruggeri come è avvenuto con Bodini, Comi, Verri, solo per riferirci alla tradizione della letteratura pugliese: poeti la cui grandezza supera di certo l'areale geografico nel quale sono nati o vengono riconosciuti.
Ciò che infine si auspica è che non sia l'interruzione grave, l'exitus brusco della vicenda biografica, ad indurre l'esperienza critica 'in fieri' oltre questo primo lavoro, bensì la percezione della possente qualità letteraria dell'autrice, la stima intorno alla verità della poesia, che è sempre, quando autentica, verità sull'essere.
O sull'essere passati.

Dalla prefazione di Michelangelo Zizzi



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