Labirinto d'amore - Donato di Poce

Cod. Art. 978-88-7848-771-0
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Quello che resta dell’amore

Dell’Amore resta solo
Il quotidiano mancarsi d’Anime inquiete
Il quotidiano mancarsi a vista di dannati
E cumuli di sottrazioni, cancellazioni
E qualche carezza leggera
Consumata troppo in fretta
Tra le disarmonie coniugali
E i disordini esistenziali.

Che resti almeno l’invenzione poetica
In questo abisso della regione
L’arbitrio poetico dell’emozione
Il trattino magico–infinito
Della congiunzione.


I versi di Donato Di Poce sono veramente "donativi", nel senso che traboccano d'amore pur rimanendo estranei alla solitudine solo quando abitano in "Crateri di luce" per il figlio Matteo, o quando dialogano con il fantasma della madre adorata. Quando, invece, svelano le intensità di una presenza/assenza femminile, senza esigere nulla, i versi calcano le orme spaesanti di un desiderio che affonda e naufraga in uno sperdimento straziante, per approdare ai confini del mistero del femminile.

(Tomaso Kemeny)


Donato Di Poce, nato a Sora FR nel 1958, dal 1982 risiede a Milano. Poeta, critico d’arte, scrittore di aforismi, fotografo, Di Poce è artista poliedrico ed ironico.
Si è imposto all’attenzione del pubblico e della critica con la pubblicazione di una collana di 5 portfolio dal titolo Taccuino berlinese – East Side Gallery Félix Fénéon Edizioni, Ruvo di Puglia, 2009 dedicata al muro di Berlino In un suo aforisma ha scritto: Il Poeta vede l’invisibile/Il Fotografo fornisce le prove.


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