L'alfabeto del buio - Pacelli Ilaria

Codice articolo 978-88-9382-197-1
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L’alfabeto del buio non vuole gettare la luce di un riflettore sui sospiri, ovvero la presenza del corpo nella voce, né sul grido, quando il corpo ha solo la voce e non trova parole. Queste parole trovano una forma che comprende i sospiri e il grido in un gioco di esaltazione e conflitto tra la luce e il buio, sovvertendo o confondendo l’abituale percezione. È per auspicata cecità che le figure si stagliano più nette. È così che si vince il tempo intento a logorare, di queste figure, i tratti immediati. Anche i sentimenti, gli sguardi sulla vita di ogni giorno, vengono in nuova luce a patto di essere visti come ombre, sul lato, dunque, della loro caducità, del loro fragile permanere, dubbioso in sé e per ogni “io” che ne voglia fare suo proprio saldo possesso. Come se le ombre, nel loro netto contorno, proiettate su uno schermo che ne imprime più nettamente la figura, fossero più salde dei corpi, destinati a patire l’istante che li vede apparire, sempre incerti, fugaci.

Le fotografie di Danilo Massi, a questo proposito, sono una scelta allo stesso tempo felice e azzardata: forse fin troppo consone al dettato poetico, risvegliano però un supplemento di interrogazione, nella convivenza sia dell’una che dell’altra esperienza artistica.




Notizia


Ilaria Pacelli (Piedimonte Matese, 1976) si laurea in Lettere Classiche con una tesi sulla mitologia greca. Si trasferisce in Friuli, dove trova una casa più vera di quella da cui è partita. Insegna materie letterarie nella scuola secondaria superiore, dove si occupa anche di teatro.

Danilo Massi (Roma, 1956) è regista, attore e fotografo. Figlio del regista Stelvio Massi, ha esordito come attore bambino in alcune pellicole nelle quali il padre era impegnato come direttore della fotografia. Ha poi proseguito la sua carriera come aiuto regista ma anche come soggettista e sceneggiatore, non disdegnando qualche altra particina attoriale, sempre in pellicole dirette da suo padre. Ha firmato nel 1979 il suo primo film da regista Ciao cialtroni!, candidato al Nastro d’Argento 1980 come opera prima. Lo stesso anno vince il primo premio al Festival di Giffoni nella rassegna collaterale I problemi dei giovani nella cinematografia contemporanea. Ben dieci anni più tardi ha girato il suo secondo lungometraggio Una notte chiara, e nel 1994 ha firmato come Daniel Stone il suo terzo film per il cinema: Il sesto giorno - La vendetta, un action movie distribuito per il mercato estero.
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