Sulla tenera pelle - Farhad Ali Zolghadr

Cod. Art. 978-88-7848-939-4
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Prefazione
V‟è, in questo libro di Farhad Ali Zolghadr, una grazia di voci e di toni che viene di lontano: dalla grande tradizione letteraria iraniana e insieme alla gentilezza del cuore e della mente di un uomo che si cerca e s‟interroga nel bello e nel giusto. V‟è anche una pena di fondo, che va prendendo spazio e risonanza nella raccolta, e che deriva dalla visione di un mondo in rovina, umiliato dalle disparità e annientato dalle guerre.
Dunque un libro complesso e composito, con diversi accenti e pure dentro un‟unica qualità di pronuncia, di vigilanza, di empatia. E dice e riflette l‟esistere e l‟essere conducendo il lettore nelle parole della poesia.
Prima la luna, prossima, chiamata, quindi la dolcezza dell‟amore, i profumi, le luci, la felicità intravista, sfiorata. Poi il dispiacere, la vista di quanto turba, affligge, e s‟appesantiscono i passi, il tempo esce dall‟eterno per ridursi a frammento. Allora si restringono i luoghi, i cieli si oscurano, la memoria disserra confronti, ferisce di nostalgie per i beni perduti. Sopravviene la misura del fragile, del precario. Anche l‟amore che appariva inconfrontabile si svela come alleanza di solitudini. La morte che appariva inconfrontabile si svela anch‟essa come alleanza di solitudini. La morte e la vita avanzano, come funamboli su una corda tesa, prossima a spezzarsi. E presente e futuro si confondono nel timore e nell‟incertezza. E se la sensualità è pienezza e abbandono, e la tenerezza e l‟affetto per il mondo si palesano come il vero esatto procedere nella vita, non ha minore presenza l‟orrore della guerra, la costrizione cieca dei governi, e quanto di lutto e di rovine ne deriva. Da ciò lo sdegno e l‟ira contro il potere del denaro e delle armi, per le morti violente e per gli innumerevoli lutti. E sempre più flessibile si riduce la fiducia in una società migliore. Così i versi, prima vestiti di leggerezza e di malinconia, innamorati del cielo stellato e della gioia che avvolge, si caricano di immagini strazianti. Tanto da non lasciar nemmeno immaginare un‟uscita verso un mondo diverso (Resta chiusa la porta divina / a coloro che vi battono i pugni. // Si aprirà quando la loro attesa / è libera della speranza). Come solo rifugio soccorre il ricordo dell‟infanzia, del bene paterno, della dolcezza della madre. Come vero dono resta la poesia, che illumina e conforta come nei versi di Pasqua – Amici, quando arriva la primavera / al vostro giardiniere aprite la finestra. / Cogliete nel verde risveglio della natura / che adorna l’anima e il cuore di speranza / il ritorno dello straniero in umile postura. // Lui porta una corona di biancospini, la sua croce è di rami fioriti. Ogni foglia è un messaggio d’amore / verbo salvifico dal divino giardiniere.

Elio Pecora




Notizia
Farhad Ali Zolghadr è nato a Shiraz ed ha vissuto per un periodo in Austria. Architetto, vive attualmente a San Donato in Poggio.
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