novità editoriali

Rodolfo Cerè
Spiegate alle vele

Massimiliano Nicodemo
Contrappunti

Stefania Portaccio
Waterloo

Silvio Bordoni
Nel segreto di un bacio

collana Altre Terre

Juana Bignozzi
Per un fantasma intimo e segreto

Marco Antonio Campos
Alberi

Chamdam Zakirov
Maracanda

Krzysztof Siwczyk
Dysnomia

vetrina

Solomon Volkov
Dialoghi con Iosif Brodskij

Antonio Gamoneda
Canzone erronea

Ko Un
L’isola che canta

Alejandra Pizarnik
Poesia completa

Immagini di voci

Concorso Beppe Salvia

Il Movimento Culturale Spiragli, in collaborazione con LietoColle, bandisce la seconda edizione del PREMIO LETTERARIO BEPPE SALVIA OPERA PRIMA. Possono partecipare al Premio le opere prime inedite di poesia di autori/autrici, anche di nazionalità diversa da quella italiana, scritte in lingua italiana e non premiate precedentemente in altri concorsi.
Sono da intendersi inedite anche le opere pubblicate in rete, sui social media, sui blog, sui siti letterari et similia.

Pino Corbo

Pino Corbo torna da impervi anni, dopo la raccolta In canto pubblicata nel 1995 con evocatrice e appropriata prefazione di Giancarlo Pontiggia. Impervi per la poesia e la società, dove le dimensioni sono state invase da un’onda nera di dogmatismo sparso ovunque, dalla letteratura alla politica, dalla critica di fallibile sostanza alla poesia di smodata inconsistenza. Corbo, tanto per intenderci, è stato redattore di “Inonija”, rivista oltremodo consapevole dei tempi e uscita con dieci numeri alla fine degli anni ’80. Da allora la sua parola è proseguita con “intensa” levità su riviste attente come “Il rosso e il nero” e “Capoverso”, per giungere al presente con sobria misura di versi accompagnati da risolute narrazioni critiche. Continua a leggere

Gian Mario Villalta “Telepatia”

Telepatia si compone di diciannove poemetti di quattro testi l’uno (le eccezioni confermano la regola) che in qualche modo non vogliono dire nulla di nuovo, che non si allontanano da una quotidianità assolutamente condivisibile, dove le tematiche identificabili sono l’io di tutti i giorni, la famiglia, l’amore, la fine della civiltà contadina, il dolore, gli altri. Perchè in effetti la poesia quand’è vera non necessità di costruzioni o sovrastrutture in quanto si trova già nelle pieghe dei momenti che si susseguono e formano il tempo. Una telefonata, un albergo, un viaggio, lo stare all’ora di pranzo tuttinsiemeacasa. Non scopre nulla ma evidenzia. Ed in questo si inscrive un dettato fluido e scorrevole che ha nelle pause di riflessione la verticalità più intensa di Villalta (Perdere il dolore / a volte è perdere tutto […] Sa la speranza solo chi dispera […] Lo so che nascere fa male. Lo so che respirare / appena nati è tremendo. E appare naturale. / Come l’amore quando arriva e chiedi / un giorno ancora un giorno un giorno ancora). Continua

una poesia di Maria Borio

Sembra quasi che tu non abbia vissuto
tutti gli anni sconnessi
dopo la rivoluzione, o l’ipocrisia
ingenua di invecchiare
– forse questa gabbia,
la sicurezza, o un pezzo
di vita come carne comprata.
Se sapessi quale filo invisibile,
quale corda tesa e bugiarda…
anch’io sotto l’alluvione
sotto al peso incalcolabile?
anch’io vorrei smettere di dirmi
io.