Artritici sogni,

mi guidaste ebbro sull’orlo dell’abisso,

Mi additavate le folle di pesci

che fuggivano dal rompersi dello specchio.

Quand’ero solo

camminavo sull’aria immota, su

dorsi di gabbiani in volo

la mia mente calda

scivolava;

Convulsamente

imitavo saltando

i saliscendi delle miniere

in cui precipitavo

nei miei problematici

Sogni.

Come massi

cadeste

sulle mie possibilità.