Ingrasso i giorni d’inutili fattezze,
gli stivali traboccano di sguardi
non miei,
ho percorso più cammini
in quella ringhiera
ma solo uno ad insegnare
il mio destino,
con il vuoto nelle tasche,
ho chiesto alla terra
di rigenerarmi,
ma solo promesse d’inventario,
a salvare la scadenza.
Ho scelto allora,
l’acqua a nascondermi trasparente,
ma un fulmine,
mi scelse
e da allora come un
gargoyle respiro tra gli abissi,
solo la gente a farmi da spettacolo,
in questo enorme acquario,
che si chiama vita.

(tutte poesie del 2003)