Non so se per milioni di millenni

fosti nel vento cosmico o se in coda

a docili comete pellegrine

navigavi semplice e quieta. Non so

se fu potere o volontà remota,

fortuna ignara, o semplice attrazione

di magneti che ti cercò e ti rese

ai verdi approdi del pianeta Terra,

ove prendesti consistenza e forma,

e attraversando oceani e continenti,

ora e per sempre creatura del tempo,

giungesti a me, ed io non t’aspettavo,

giungesti a me, a me che non capivo,

giungesti a me, e ancor non m’abbandoni.