Tornò la luce
che non hai visto mai,
così te ne vai
col ciondolo di legno che tintinna
ed i tuoi mazzi di chiavi
che aprono porte ad una città di sale.
Dalla tasca compare la figlia del libraio
“è tornata la luce” dice,
ma il congresso è corrotto
ed il piano quinquennale fallirà

Ora l’erba del vicino ha cambiato colore
e l’esercito marcia
al suono del gufo
che grida “puoi darmi del tu”.
Ma non è un gufo,
è solo un pupazzo strano
sopra un tavolo bianco,
ogni anno firma una riforma
ma nulla cambierà

Muore l’eterno presidente
e tu non sai
se ridere o piangere,
non l’hai fatto mai.
Verrà eletto qualche vecchio da stampare
sulle pupille dei tuoi desideri,
troveranno un animale sacro
ed impareremo a chiamarlo per nome.
Ma se apri le rughe ci trovi un sole che torna,
ci trovi una sorella col marinaio vestito di giallo,
ti rassicura: “il mare è oggettivo,
tutto si risolverà.”
Ma è sfocato dal vento,
nessuno gli crederà