Bisbigliano onde mattiniere,
hanno fretta di sottrarsi
all’abbraccio di monti
di nuovo freddi e silenti.

Fuggono stormi d’inchiostro,
arano rapidi la distesa del cielo
come quel tenue filo di fumo
nell’aria che s’è fatta di gelo.

Ai giorni corti dell’inverno,
all’ombra smorta, al lutto,
s’oppongono vermiglie bacche
che giammai daranno frutto.

Sorridono i gemelli celesti
quando Elio guida il cocchio
all’occaso, i Diòscuri sanno:
Borea rapisce Orizia ogni anno.