Odo ciò che si muove

Sussurrante alle lancette di un tempo

anche stamane dal fondo della mia dimora

arriverò trionfante al mio quotidiano appuntamento.

La lancetta che segna il mio ultimo pensiero

E impaziente sentirò il battito dell’orologio

raccontarmi il canto tic toc-tic tic tic- toc toc toc

Granitico perché muoversi altrove è un lieve morire

E nell’animo disorientato la foglia che il vento mi sparge

Nelle lunghe notti gelate mi confido alla luna

che lentamente mi consuma e un po’ mi rende compagno.

Il moto della mente attratto per fisicità lunare

esalta e abbassa il mio senso di epoca

Di chiedere l’ultima sigaretta prima di cadere

Di raggiungere o smarrire il mio ultimo appuntamento.