Un erpice per comporre il libro dei tempi
mentre dall’alto il doppio calamaio detta la consuetudine
Di levatacce notturne e ultimi sospiri smarriti,
così per sua lodevole ciclicità, albeggia e sveglia.
Si mescola nell’aura un essenza di legna e granoturco,
che selvaggine e naviganti portano a nuovi mondi.
E visi accartocciati come il fogliame che ti penetra e un po’ ti culla.
E corpi adagiati alle pagine dello stile barocco.
Ritagli,
cimeli,
sparute pagine immortalate,
di ricordi contadini
Gran eventi ,
la nostra memoria,
la continua storia,
e fondazioni,
visite,
di birichini.