Negli anfratti del dormiveglia
a volte trasale e si annida, parassita del tempo
come un tarlo. O come adesso è qui
nella luce traslucida di un ponte
che rivoltola l’acqua ai pilastri
e si rinnova nei vortici, sempre uguale

Come la falce di un baleno risale le vene
riscalda la morsa delle tempie
e innesca fuochi a macchia di leopardo
come un tizzone serpeggiante tra le stoppie

Non c’è altro per noi che il bagliore
di un pensiero, il riflesso di un odore
il soprassalto onomatopeico di un lampo
che riflette e respira così forte ai nostri polsi