Nè ora nè mai saprai resistere,

senza solitudine il coraggio migra,

altrove aleggia tra le sterpi,

che secche bruciano con te.

Non scrissi la parola amore,

perchè da lei ero lontano,

cadevano i petali d’autunno spento,

li raccolsi e li distrussi in pezzi.

E così, senza nome e senza pace,

ti dono l’ultimo sorriso ribelle,

quello allegro di una foto ingiallita.

Nè ora nè mai proverai felicità,

il borgo si muove al nuovo mattino

e tu, piangente, ti barrichi.

Ricordi la felicità sbiadita,

ricordi la neve e le sue carezze,

ma ora taci con il cuore freddo.

Nè ora nè mai amerai altrove,

i prati t’accolgono spenti e malconci,

il pascolo è fuggito altrove.

Sempre lieto sembri riposare,

chiudi gli occhi e piangi silente,

nè ora nè mai l’avrai.