angelo

Angelo Aloisi-Alla fine del Camino de Santiago

Non ci sono tesori, dicono i pellegrini che ritornano.

Se ne stanno lì, sul ciglio delle strade, sulle sponde di mari

e fiumi, senza dormire e senza poter toccare l’acqua,

maleodoranti e allucinati, a indicare impauriti l’orizzonte.

Non ci sono tesori, dicono e chiudono gli occhi,

e spezzano i bastoni, e si gettano a terra e non aspettano.

Non implorano più, non supplicano più.

Il cielo non risponde e non c’è speranza nei sogni.

È una menzogna la storia dei galeoni sommersi.

Non esistono i forzieri sepolti sul fondo degli oceani, con

tutto l’oro delle antiche corti, coi rubini, gli

smeraldi e le corone degli imperi scomparsi.

Non c’è mai stato un simile sfavillio in mezzo ai pesci,

ripetono, deliranti, i pellegrini che tornano.

Ignori perché si sono stancati, chi li ha dissuasi, quale

demone dell’impazienza ha spento tra le alghe la luce
dell’oro e delle pietre preziose.

Tu ti fermi un istante.

Non ci sono tesori, gridano disperati.

Non voltare la testa. Non li vedere con gli occhi vuoti.

Non li sentire. La strada è lunga,

e non c’è tempo da perdere.

Abilio Estevez