Quali treni aspetta ancora il ragazzo
lacerare l’orizzonte dei filari,
trafiggere la canicola della nebbia
o la fresca fissità del buio
dove il lampo del finestrino
fotografa lo sguardo alla ragazza

Chissà se ancora scorda il colore delle sue stesse scarpe
e il nome che ha quel gorgo, come ogni gorgo
sotto lo sperone della casa rossa,
dove il ponte trema e fischia alle vaporiere
e ci si chiede
– potrà crollare ancora anche a bombe esaurite?

E tu donna non dimenticare questi passi
(anche se non li ha mai visti, no)
né il colore degli occhi che aveva
quella giornata che affondava nella notte
senza resa, senza quasi dover rendere conto

Un rombo alto nel mattino pulito
ci salverà da tutto questo
e ci farà planare vedi laggiù
dove riposano altre vele bianche