Adriano Morettin, Navi tra le nuvole, 2010


A volte le nuvole sprofondano
su terre ingannatrici.
Il temporale scorda i suoi strani poteri.

Noi siamo là,
tramandando con lamenti assurdi
l’amnesia d’un giardino.

Gli dei ci appaiono ora
come questa peluria di cardo

nello spazio.

Pietre schiantate, reso il campo –
aperto al delirio –
la notte troppo pesante oscilla.

L’alba, ancora, sublime,
il pezzo di sole gettato per compassione
nella scodella cieca.

Pierre–Albert Jourdan