Emozioni che vibrano
in stanze buie, dove
l’inconscio, non ha
dimora.
Come spettri
si rivelano a noi, ricordi
di vita trascorsa.
Sorrisi dimenticati, pianti
di solitudine, giochi ed echi
di bimbi, all’ombra di
oleandri fioriti.
Una donna vestita di nero,
accarrezza una bimba
per consolarla, con occhi
pieni di lacrime.
La cucina che odorava
di spezie, mani ruvide
che impastavano, pane
casereccio. Solo un
libro e una candela,
sul comò, facevano
compagnia, in uno
sperduto e desolato
casolare di campagna.