Ricopro – con eleganza premura –
la stoffa delle mie ossa.
Le ripongo nella memoria
ormai sbiadita nel sole.
Stendo – sul ciglio del tuo abbandono –
le mani ricoperte di capelli bianchi
Un cassetto inesplorato sarà –
E’ questo celebrarti ancora.
Pago pegno.
Questo anticipo di dimenticanza
che da lontano,scialbo,
scruta le mie vestigia.