Desertificami
e se puoi scarnificami, fallo!
Tanto sotto la pelle non c’è più niente
oltre a sangue e vene.
Fammi sentire che tanto oltre non potrei andare.
Irrompimi dentro con violenza distruttrice,
ma distruggimi per certo, fallo!
Senza lasciar più niente.
Più niente davvero,
perché io possa ricostruirci sopra
tutto o niente.

Ho il potere di esser più forte,
la sciagura di esser forte, io.
Sul baratro, fragilità di un masso
che non cade mai.
Desertificami. T’invoco.
Ma se non riesci, non provarci neppure.
Mi lasceresti morte prima della morte,
con un vuoto dentro che mi risucchia, mastica e risputa fuori
ogni giorno, dopo ogni giorno, ancora.