Dante Gabriel Rossetti

IL CANTO DELLA SERA

La sera, se andiamo per vie scure,
smorte ci incontrano

le nostre ombre.
Ora, chi ha sete beva

le bianche acque dello stagno,
dolci i lamenti della nostra infanzia.

Morti, in riposo sotto il folto sambuco
guardiamo i gabbiani grigi.

Nubi primaverili coprono la città buia
che tace i tempi dei monaci eletti.

Quando io presi la tua mano esile
battesti piano gli occhi rotondi.

Ora il sentire è perduto. Ma se una buia

armonia penetra l’anima
appari tu – bianca – ai paesi autunnali

del cuore.

Georg Trakl