Paul Delvaux

PSICOANALISI E ARTE

Dimenticare è controrivoluzionario. La tecnologia tutta spinge verso l’annientamento del ricordo. Ma la psicoanalisi è il contrario dell’arte. L’arte può essere definita come una fuga dall’autoanalisi.

Se io so cosa sono, non ho più motivo di esistere, di continuare a scrivere o di fare qualunque altra cosa.

La psicoanalisi non comunica col codice, bensì lo violenta, lo piega fino a quando l’interessato non ritorna a funzionare nel consorzio funzionale della società.

La psicoanalisi simula nel vivente il processo di morte.

A cose normali, la vita appare nella sua totalità solo negli ultimi secondi di vita, nel famoso film un attimo prima di morire. Solo in quel momento uno sa chi è. Si tratta del primo, chiaro sguardo verso il proprio codice genetico; in quel momento si acquista coscienza che si è compiuta la missione e si può andare via. L’arte è il tentativo di trattenere il tempo fino a quel momento, di fermarlo.

L’impulso della conoscenza è un impulso necrofilo, l’arte è il tentativo di narcotizzare quell’impulso, di costruire contro di esso delle barriere.

Heiner Muller