Se un po’ mi assomiglierai

non pensare quale sia il porto,

fa piuttosto che la tua barca abbia remi di legno d’acacia.

Se un po’ mi assomiglierai

sii formica e cicala,

sì che quello che hai sulla tavola tu possa mangiarlo cantando.

Schiva i moralisti,

dai fondo al barattolo

e ruba la nutella.

Non negare un sorriso mai,

fa che le tue mani siano sporche

ma solo per la fatica.

Guarda quello che c’è dietro,

girati mille volte

ma che sia solo per salutare.

Se un po’ mi assomiglierai

diglielo mille volte che la ami,

se lei l’ha detto a te con lo sguardo un milione.

Cedi il passo con eleganza,

non rubare mai un bacio,

lascia che arrivi da solo.

Fa che niente fermi le tue gambe,

che nulla azzittisca il tuo canto,

che morire duri il tempo che separa il lampo dal tuono.

Ferma l’orologio,

e se devi lasciarlo andare

fa che sia solo per goderti il chiarore dell’alba.

Se un po’ mi assomiglierai

fa che la tua anima non sia in vendita,

grida il tuo nome in faccia ai prepotenti.

Lascia aperta sempre una porta per la meraviglia,

viaggia sempre con una domanda stampata in faccia,

non esser certo di una risposta mai.

Non scordare il tuo nome,

non andare dimentico delle tue radici,

sii migliore dell’albero.

E che il tuo viaggio sia lungo o breve

fa che i tuoi desideri non siano affidati al mare in una bottiglia,

scrivili sulla pietra.

Se un po’ mi assomiglierai

temi la morte

ma dille che è solo perché detesti non sapere dove stai andando.

Se un po’ mi assomiglierai

rispetta il cielo

perché non sai cosa c’è dietro alle nuvole.

Assomigliami un po’nei giorni di sole

e tienimi la mano quando per me la pioggia batterà ai vetri

e l’imbrunire lascerà il posto a una notte senza fine.