giacimenti di orizzonti in controluce.
cadute di rossori, i tramonti che sento
tra il petto e le costole, uno sparviero
posa trionfi di biscrome
nelle spaccature del diaframma
già inseminate di salsedine
una metamorfosi del fiato
che dirti, potrei morirci
dentro la bellezza di quel dolore
ma è sangue dai talloni,
il navigare correnti di silenzi ad un solo passo dagli occhi
tra balconi gravi di surfinie
quasi angeli e magnifici, che li strazia il loro stesso splendore;
e qui ho imparato quanto cielo
nel passaggio di voli sopra il canto.