Oskar Henriksson

PALME

Nasciamo dalla sete. Siamo palme

che crescono a forza di perdere

i propri rami. I tronchi sono ferite,

cicatrici rimarginate dal vento e dalla luce,

quando il tempo, quello che fa e quello che trascorre,

occupa il cuore e lo trasforma in nido

di perdite, ne erige la sua aspra colonna.

E per questo le palme sono allegre

come coloro che hanno saputo soffrire in solitudine

e ora si cullano nell’aria, spazzano nubi

e dalle loro chiome consegnano

inni alla luce, fonti di fuoco.

Tremano, testimoni di un miracolo

che conoscono soltanto loro.

Siamo come la sete delle palme

e ogni ferita aperta verso la luce

ci fa sempre più alti, più felici.

Perdite sono i nostri tronchi. È trono

il nostro dolore. Non è bello

soffrire, ma bisogna aver sofferto

per sentire, come un intimo nido,

la meraviglia dei sopravvissuti

che ringraziano l’aria, e poi scoppiano

per l’alta gioia in mezzo al deserto.

Juan Vicente Piqueras