No!”



Secco e sì fragile rifiuto

scaglia la piccola creatura

che il broncio e il cielo

d’una domenica di festa

e quella foto oscura.

Il padre sbotta sull’obiettivo spento.

Accorre ad ella, la chiama

e si rimette in posa per un momento

ma quella d’immortalarsi a lui piacere

volgeva con capriccio il suo sedere!


Comincia così la danza.

Lui corre, lei scappa.

È un girotondo:

un po’ gioco, un po’ lagnanza.

Ed acciuffata quella briosa

due pacche sul culetto

la rimettono già in posa

ferma e in giusto assetto.

Con l’obiettivo acceso

disegna un breve riso

il padre su quel viso

piccino triste e offeso



Clik! E fu lo scatto



e il flash un lumicino:



sullo spento suo faccino



il ridicolo fu tratto!





Due lacrime vacillano



sul piccolo musetto.



“No!”



<!–[if !supportLists]–>- <!–[endif]–>ripete ancora la piccola creatura –



“non è modo! Non è corretto!”



E di quel dì di festa

più non si cura:

l’anima sua ripiglia



a divagar sul mondo



indisponendo il tempo



ed inarcando il ciglio.